



Questa
rubrica si prefigge l'abbattimento di tale preconcetto. Ogni mese la sfida sarà
quella di esplorare i probabili e improbabili
territori di confine, di avventurarsi alla ricerca di connessioni strane tra
i due pianeti, perché ne esistono e molte. Per iniziare,
ecco la più pura, innovativa e ribelle espressione del golf di oggi,
che sta al golf tradizionale esattamente come Elvis stava
al country nel '56, o i Beatles stavano al pop nel '62, o i Nirvana stavano
al rock nel '91. Il nome Cross-Golf si può scrivere
anche X-Golf, la lettura in slang è la medesima, e certo con quella grande
X qualche suggestione rock comincia a sovvenire:
X è mistero, per inevitabile associazione di idee con X-Files, X è
un terzo di XXX, come dire che qualcosa di vietato
effettivamente c'è, qualcosa di proibito come il rock'n'roll delle origini.
Il fenomeno nasce in Germania, si sa che lì punk et similia proliferano,
e attecchisce tra i giovanissimi che, annoiati dai soliti
campi, preferiscono utilizzare come percorsi i tetti di case abbandonate, le
aree dismesse, l'ambiente urbano insomma, con il
divertente optional di qualche vetro sfondato e oggetti distrutti. Il sito www.cross-golf.ch,
per la verità dei cugini svizzeri,
offre nella sezione "equipment" un manifesto fotografico chiarificatore;
il necessaire per il vero X-Golfer è in un piccolo scatto
fotografico con i colori della ruggine, della terra, dello sporco: due ferri,
una pallina, uno stereo e una bottiglia di birra!
Perché non è X-Golf se c'è silenzio, lo stile rock'n'roll
si rispecchia alla perfezione in questa nuova (in)disciplina: rumore, musica
al massimo, urla, divertimento allo
stato brado insomma. Navigando per i vari siti internet dedicati all'argomento,
è impossibile non notare come un certo immaginario ironicamente trucido
derivato dalla
cultura rock, con marcate radici più prettamente punk, si imponga all'interno
di quella che (almeno in Germania) appare come una vera e propria comunità,
che coi
suoi teschi con mazze incrociate al posto delle ossa, i suoi colori acidi, il
non-look military-punk degli appassionati, i
diavoli e le fiere somiglia più a un movimento di ribellione giovanile
che a un gruppo di amici che passano la domenica
dedicandosi al proprio sport preferito.
E quando si parla di musica, i giovani X-Golfers chiariscono benissimo il concetto:
deve essere rock incazzato e rumoroso,
il più rumoroso possibile. Foo Fighters, Korn, Pro Pain per fare qualche
nome. Ma anche commistioni con l'hip-hop, che
oggi va tanto di moda, pur sempre nelle sue accezioni più alternative
e di protesta (i The Roots per esempio). Qualcuno
si ricorda ancora degli AC/DC, immortali, e dei vecchi (non certo anagraficamente,
ma lo hanno voluto loro, da 13 anni si
aspetta il loro "nuovo" album!) Guns'n'Roses, e fa piacere constatare
come spesso all'interno delle cosiddette "culture
giovanili" sia ben presente l'idea del rispetto per i maestri del passato,
forse il termine stesso "culture giovanili"
vorrebbe sminuire un fenomeno che invece è, da sempre, vivo e vegeto.
Come il rock'n'roll.